06 ottobre 2009

Pensaci adesso!

Siamo partiti da un appello rivolto a parlamentari, uomini pubblici, esponenti del mondo dell’impresa, dell’associazionismo, della cultura: «Pensaci, adesso!» per non ipotecare il tuo futuro. Per mettere mano, oggi, a quelle riforme indispensabili per vivere meglio, domani. Per costruire, insieme,  una società più sostenibile e giusta, senza squilibri di genere, tra le generazioni, tra le diverse aree geografiche del Paese.

Ora, a partire da quell’appello, intendiamo utilizzare questo spazio come luogo di condivisione di strumenti e proposte concrete per definire un nuovo modello di welfare. Un welfare che sia in grado di far brillare le nostre risorse, di liberare energie e restituire slancio al Paese. A partire dalle donne, sulle cui spalle viene caricato il peso di una protezione sociale obsoleta. Dai giovani, esclusi da un sistema di tutele che sembra non reggere l’urto della crisi e della complessità della società contemporanea. Dei tanti talenti che faticano a trovare anche solo un’opportunità, soprattutto nel Mezzogiorno, perché il nostro Paese non è in grado di farli emergere e realizzare, professionalmente e umanamente.

Le proposte che troverete su questo sito potranno essere discusse ed emendate. Il contributo e la condivisione sono per noi parte essenziale del progetto. Pensiamoci adesso, dunque. Costruiamo, adesso, il nostro futuro. Insieme.

Congedi di paternità obbligatori

    I congedi di paternità sono obbligatori in gran parte dei Paesi europei per una durata variabile dai 2 ai 7 giorni. L’Italia, anche su questo terreno, è fanalino di cosa tra le economie avanzate. Sia per quanto riguarda la durata del congedo parentale generale (69 settimane disponibili, di cui 25 pagate al completo), sia – e soprattutto – per quanto riguarda la parità dei sessi (Rapporto Cepr). Di fatto i padri possono, altrove, vivere direttamente la nascita del proprio figlio. Senza relegare alla donna la responsabilità unica dell’essere genitori e partecipando, dall’inizio, a un processo di educazione che, secondo tutti gli studi di settore, ha nei primi giorni di vita del neonato un momento cruciale. Questa proposta di legge, presentata alla Camera da Alessia Mosca, Enrico Letta e altri deputati del PD, intende rendere obbligatori i congedi di paternità, per passare da una dimensione in cui fare figli è un «problema» tutto femminile a una logica per cui è un bene per la comunità, che ne condivide oneri e soddisfazioni. E ciò a partire dal coinvolgimento attivo e diretto dei padri.

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Riforma universale degli ammortizzatori sociali

    Una proposta di legge funzionale a rendere più efficiente ed equo, tra le generazioni e tra le diverse tipologie di lavoratori,  il quadro degli ammortizzatori sociali. È quella avanzata da Enrico Letta che disegna un sistema unitario di ammortizzatori per tutti i lavoratori, dipendenti o assimilabili, modulato in funzione dei contributi versati. Questo sistema dovrebbe assorbire la pletora di strumenti che oggi coprono le diverse situazioni, garantendo a tutti il diritto a una medesima copertura dal rischio di disoccupazione. Razionalizzazione, dunque. E soprattutto equità tra chi può attualmente beneficiare di una protezione sociale certa e solida e chi – giovani e donne in primis – rimane, di fatto, poco o per nulla tutelato.
    Altri elementi essenziali della riforma sono il nesso inscindibile con le politiche di reimpiego e con il sistema degli incentivi all’occupazione; un unico massimale (al posto dei due attuali) ancorato alle retribuzioni di fatto; un maggior onere contributivo per i contratti non stabili (in funzione di disincentivo) e l’onerosità del licenziamento.

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